
1-2 luglio 2026
Ore 9:30
Hotel Quirinale | Via Nazionale 7 | Roma
XIII EDIZIONE

Legambiente, Nuova Ecologia e Kyoto Club, organizzano la tredicesima edizione di EcoForum, la conferenza nazionale sull’economia circolare. A conclusione dei due giorni di lavoro si svolge la trentatreesima edizione di Comuni Ricicloni, la premiazione dei Comuni Rifiuti Free.
L’evento si terrà l’1 e il 2 luglio nella Sala Verdi dell’Hotel Quirinale, Via Nazionale 7, Roma (come arrivare). Ingresso garantito per i preregistrati fino a capienza massima della sala secondo le norme di sicurezza.
XXXIII EDIZIONE

Nata nel 1994, l’iniziativa di Legambiente, patrocinata dal Ministero per l’Ambiente, premia le comunità locali, amministratori e cittadini, che hanno ottenuto i migliori risultati nella gestione dei rifiuti: raccolte differenziate avviate a riciclaggio, ma anche acquisti di beni, opere e servizi, che abbiano valorizzato i materiali recuperati da raccolta differenziata.
La giuria di Comuni Ricicloni è composta da rappresentanti di Legambiente, CONAI, COMIECO, COREVE, CIAL, COREPLA, Consorzio Italiano Compostatori, RICREA, A2A, BIOREPACK, CONOE, Food and Beverage Carton Alliance, Tea Group.
Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) ha costituito il principale strumento finanziario dell’Unione Europea per sostenere la ripresa economica post-pandemica ed ha rappresentato, per l’Italia, una leva decisiva anche per accelerare la transizione ecologica. Con una dotazione complessiva di 194,4 miliardi di euro tra sovvenzioni e prestiti, l’Italia, a pochi mesi dalla chiusura del PNRR, ha già incassato oltre 153 miliardi attraverso otto rate approvate dalla Commissione europea ed ha raggiunto il 54% dei target previsti, un risultato superiore alla media UE. Tuttavia, a fronte di questo avanzamento formale, la spesa effettiva risulta ancora limitata, con meno della metà dei fondi erogati realmente. In particolare, la Missione 2 del PNRR, intitolata “Rivoluzione verde e Transizione ecologica”, puntava “a migliorare la capacità di gestione efficiente e sostenibile dei rifiuti e il paradigma dell’economia circolare, rafforzando le infrastrutture per la raccolta differenziata, ammodernando o sviluppando nuovi impianti di trattamento, colmando il divario tra Nord e Sud del Paese e realizzando progetti flagship altamente innovativi per le filiere strategiche”. Il 2026 si configura quindi come un anno decisivo: entro il 31 agosto dovranno essere completati tutti gli obiettivi e i target del Piano, mentre le richieste di pagamento finale dovranno essere presentate entro il 30 settembre, pena l’inammissibilità delle azioni realizzate oltre tali scadenze.
Il 2026 segnerà una svolta cruciale per l’economia circolare europea e nazionale, con il passaggio dalla fase di programmazione a quella di piena attuazione delle politiche. In un contesto globale caratterizzato da instabilità geopolitica, crescita dei consumi e crescente pressione sulle risorse, l’Unione Europea punta a raddoppiare entro il 2030 l’attuale tasso di circolarità (11,8%), colmando un divario che a livello mondiale appare in aumento. Al centro di questa accelerazione vi è il futuro Circular Economy Act, atteso per la seconda metà del 2026, affiancato da un insieme articolato di interventi normativi: la digitalizzazione delle spedizioni transfrontaliere dei rifiuti, l’applicazione del nuovo Regolamento sugli imballaggi (PPWR), la revisione della Direttiva Quadro Rifiuti con obiettivi vincolanti di riduzione dello spreco alimentare, l’introduzione dell’EPR tessile, il consolidamento del diritto alla riparazione e l’attuazione del nuovo quadro sull’Ecodesign, che includerà il passaporto digitale dei prodotti e il divieto di distruzione degli invenduti. Sono ancora molti, però, i nodi da sciogliere per rendere realmente efficaci le misure normative previste per l’Economia circolare, a cominciare dall’implementazione della raccolta in alcuni territori sia in termini quantitativi che qualitativi, passando per l’efficientamento dei processi di riciclo e soprattutto concentrandosi sullo sbocco delle materie prime seconde derivate. Nel loro insieme, PNRR e nuove politiche europee sull’economia circolare rendono il 2026 un anno spartiacque per l’Italia e per l’UE: una finestra temporale stretta ma strategica, in cui capacità di spesa, attuazione regolatoria e visione industriale dovranno convergere per trasformare gli obiettivi di sostenibilità in risultati concreti e duraturi.
Dall’EPR al nuovo quadro sull’Ecodesign, attraverso il passaporto digitale dei prodotti e il divieto di distruzione degli invenduti. Occorre mettere a terra quanto prima la Strategia adottata dall'Unione europea per i prodotti tessili sostenibili e circolari che prevede entro il 2030 che i prodotti tessili immessi sul mercato dell'UE siano riciclabili e di lunga durata, realizzati il più possibile con fibre riciclate, privi di sostanze pericolose e prodotti nel rispetto dei diritti sociali e dell'ambiente.
L’applicazione del GPP nei Comuni Italiani, misurata tramite i dati del IX report dell’Osservatorio Appalti Verdi di Legambiente e Fondazione Ecosistemi. Nella seconda giornata dell’Ecoforum Nazionale di Legambiente vengono presentati i dati del IX Rapporto sui numeri del GPP in Italia, nella sua applicazione e nell’applicazione dei Criteri Ambientali Minimi da parte di Comumi e Capoluoghi rispetto ai bandi 2025. L’Osservatorio scatta anche quest’anno la sua fotografia dello strumento principe per la sostenibilità ambientale, che passa dagli acquisti della Pubblica Amministrazione a beneficio di territori, imprese e cittadini. Dare concretezza all’obbligatorietà del GPP peculiarità tutta italiana con l’articolo 57 del codice appalti, serve per un “Clean Industrial Deal” consapevole e volto alla sostenibilità. Gli acquisti pubblici verdi sono necessari per lo sviluppo e la diffusione di pratiche di economia circolare, che passa dall’acquisto dei prodotti più innovativi. L'Osservatorio Appalti Verdi conduce l'unico monitoraggio del suo genere a livello nazionale per supportare e sensibilizzare le istituzioni, le imprese e farlo conoscere ai cittadini.
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Semplificazioni, innovazione e partecipazione: Un Piano nazionale per l'Economia circolare