EcoForum

OLTRE IL PNRR Investimenti, norme e sfide per l’economia circolare

1-2 luglio 2026
Ore 9:30

Hotel Quirinale | Via Nazionale 7 | Roma

organizzato da

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con il patrocinio di

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LE DIRETTE INTEGRALI

LE INTERVISTE

Ecoforum

XIII EDIZIONE

Legambiente, Nuova Ecologia e Kyoto Club, organizzano la tredicesima edizione di EcoForum, la conferenza nazionale sull’economia circolare. A conclusione dei due giorni di lavoro si svolge la trentatreesima edizione di Comuni Ricicloni, la premiazione dei Comuni Rifiuti Free.
L’evento si terrà l’1 e il 2 luglio nella Sala Verdi dell’Hotel Quirinale, Via Nazionale 7, Roma (come arrivare). Ingresso garantito per i preregistrati fino a capienza massima della sala secondo le norme di sicurezza.

 

Comuni Ricicloni

XIII EDIZIONE

Nata nel 1994, l’iniziativa di Legambiente, patrocinata dal Ministero per l’Ambiente, premia le comunità locali, amministratori e cittadini, che hanno ottenuto i migliori risultati nella gestione dei rifiuti: raccolte differenziate avviate a riciclaggio, ma anche acquisti di beni, opere e servizi, che abbiano valorizzato i materiali recuperati da raccolta differenziata.

La giuria di Comuni Ricicloni è composta da rappresentanti di Legambiente, CONAI, COMIECO, COREVE, CIAL, COREPLA, Consorzio Italiano Compostatori, RICREA, ERION, BIOREPACK, CONOE e Food and Beverage Carton Alliance.

LE REGISTRAZIONI DELLE SESSIONI

LE INTERVISTE

LE/I PROTAGONISTE/I

CLICCA SULLE SESSIONI PER VEDERE ALCUNI DEI PROFILI DI RELATRICI E RELATORI

Pietro Paolo Cella Mazzariol

Presidente Gruppo Entsorga

Giuseppe Meduri

Direttore Relazioni Esterne Alia Multiutility

Matteo Di Poce

Specialista in Sostenibilità Nespresso Italiana

Massimo Centemero

Direttore Consorzio Italiano Compostatori - CIC

Agostino Re Rebaudengo

Presidente Asja Energy

Luigi Lazzaro

Responsabile innovazione industriale Legambiente

Giorgio Zampetti

Direttore generale Legambiente Nazionale APS

Roberto Tatò

Direzione generale per la politica industriale, la riconversione e la crisi industriale, l’innovazione, le PMI e il made in Italy MIMIT

Marco Codognola

Amministratore Delegato Itelyum

Francesco Ferrante

Vicepresidente Kyoto Club

Francesco Girardi

Amministratore Unico Scapigliato e ASA Tivoli

Giorgio Arienti

Direttore Generale Erion Weee

Claudia Brunori

Direttrice Dipartimento Sostenibilità, circolarità e adattamento al cambiamento climatico dei Sistemi Produttivi e Territoriali (SSPT) ENEA

Andrea Minutolo

Responsabile scientifico di Legambiente

Luca Proietti

Direttore generale Economia circolare e bonifiche MASE

Marcello Somma

CEO e Fondatore I-Foria Italia

Mauro Rotelli

Presidente Commissione ambiente, territorio e lavori pubblici Camera dei Deputati

Franco Bonesso

Presidente Consiglio di Bacino Priula

Luca Biamonte

Direttore relazioni esterne e comunicazione Nuova Ecologia

Katia Cazzaniga

Senior Director IPSOS

Giulia Di Stefano

Giornalista Rai

Stefano Ciafani

Presidente Legambiente Nazionale APS

Riccardo Piunti

Presidente CONOU

Massimo Milani

Deputato di Fratelli d’Italia e Imprenditore Edile

Andrea Minutolo

Responsabile scientifico di Legambiente

Sandro Scatola

Industrial Waste Area Product Manager

Elisa Scocchera

Ufficio scientifico Legambiente

Adriano Maroni

Amministratore Delegato Innidea

Brigitte Pellei

Direttrice generale Cosmari

Walter Bresciani Gatti

Direttore generale Ersu

Andrea Bertozzi

Responsabile Area Tecnica Alea Ambiente

Marco Volpi

Head of Energy Department e membro Comitato ESG Gruppo Saviola

Andrea Massimiliano Lanz

Dirigente del Centro Nazionale dei rifiuti e dell'economia circolare ISPRA

Marco Mancini

Ufficio Scientifico Legambiente

Emanuele Tomassini

National key account manager Lucart

Silvano Falocco

Direttore fondazione Ecosistemi

Massimo Medugno

Direttore generale Assocarta

Giuseppina Carnimeo

Direttore generale Ecopneus

Laura Brambilla

Responsabile nazionale Comuni Ricicloni

Stefano Ciafani

Presidente Legambiente Nazionale APS

Emilio Bianco

Coordinatore EcoForum regionali Legambiente

Argomenti

Oltre il PNRR: a che punto siamo?

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) ha costituito il principale strumento finanziario dell’Unione Europea per sostenere la ripresa economica post-pandemica ed ha rappresentato, per l’Italia, una leva decisiva anche per accelerare la transizione ecologica. Con una dotazione complessiva di 194,4 miliardi di euro tra sovvenzioni e prestiti, l’Italia, a pochi mesi dalla chiusura del PNRR, ha già incassato oltre 153 miliardi attraverso otto rate approvate dalla Commissione europea ed ha raggiunto il 54% dei target previsti, un risultato superiore alla media UE. Tuttavia, a fronte di questo avanzamento formale, la spesa effettiva risulta ancora limitata, con meno della metà dei fondi erogati realmente. In particolare, la Missione 2 del PNRR, intitolata “Rivoluzione verde e Transizione ecologica”, puntava “a migliorare la capacità di gestione efficiente e sostenibile dei rifiuti e il paradigma dell’economia circolare, rafforzando le infrastrutture per la raccolta differenziata, ammodernando o sviluppando nuovi impianti di trattamento, colmando il divario tra Nord e Sud del Paese e realizzando progetti flagship altamente innovativi per le filiere strategiche”. Il 2026 si configura quindi come un anno decisivo: entro il 31 agosto dovranno essere completati tutti gli obiettivi e i target del Piano, mentre le richieste di pagamento finale dovranno essere presentate entro il 30 settembre, pena l’inammissibilità delle azioni realizzate oltre tali scadenze.

Oltre il PNRR: cosa ci aspetta?

Il 2026 segnerà una svolta cruciale per l’economia circolare europea e nazionale, con il passaggio dalla fase di programmazione a quella di piena attuazione delle politiche. In un contesto globale caratterizzato da instabilità geopolitica, crescita dei consumi e crescente pressione sulle risorse, l’Unione Europea punta a raddoppiare entro il 2030 l’attuale tasso di circolarità (11,8%), colmando un divario che a livello mondiale appare in aumento. Al centro di questa accelerazione vi è il futuro Circular Economy Act, atteso per la seconda metà del 2026, affiancato da un insieme articolato di interventi normativi: la digitalizzazione delle spedizioni transfrontaliere dei rifiuti, l’applicazione del nuovo Regolamento sugli imballaggi (PPWR), la revisione della Direttiva Quadro Rifiuti con obiettivi vincolanti di riduzione dello spreco alimentare, l’introduzione dell’EPR tessile, il consolidamento del diritto alla riparazione e l’attuazione del nuovo quadro sull’Ecodesign, che includerà il passaporto digitale dei prodotti e il divieto di distruzione degli invenduti. Sono ancora molti, però, i nodi da sciogliere per rendere realmente efficaci le misure normative previste per l’Economia circolare, a cominciare dall’implementazione della raccolta in alcuni territori sia in termini quantitativi che qualitativi, passando per l’efficientamento dei processi di riciclo e soprattutto concentrandosi sullo sbocco delle materie prime seconde derivate. Nel loro insieme, PNRR e nuove politiche europee sull’economia circolare rendono il 2026 un anno spartiacque per l’Italia e per l’UE: una finestra temporale stretta ma strategica, in cui capacità di spesa, attuazione regolatoria e visione industriale dovranno convergere per trasformare gli obiettivi di sostenibilità in risultati concreti e duraturi.

La filiera strategica del tessile

Dall’EPR al nuovo quadro sull’Ecodesign, attraverso il passaporto digitale dei prodotti e il divieto di distruzione degli invenduti. Occorre mettere a terra quanto prima la Strategia adottata dall'Unione europea per i prodotti tessili sostenibili e circolari che prevede entro il 2030 che i prodotti tessili immessi sul mercato dell'UE siano riciclabili e di lunga durata, realizzati il più possibile con fibre riciclate, privi di sostanze pericolose e prodotti nel rispetto dei diritti sociali e dell'ambiente.

OSSERVATORIO APPALTI VERDI – speciale Comuni

L’applicazione del GPP nei Comuni Italiani, misurata tramite i dati del IX report dell’Osservatorio Appalti Verdi di Legambiente e Fondazione Ecosistemi. Nella seconda giornata dell’Ecoforum Nazionale di Legambiente vengono presentati i dati del IX Rapporto sui numeri del GPP in Italia, nella sua applicazione e nell’applicazione dei Criteri Ambientali Minimi da parte di Comumi e Capoluoghi rispetto ai bandi 2025. L’Osservatorio scatta anche quest’anno la sua fotografia dello strumento principe per la sostenibilità ambientale, che passa dagli acquisti della Pubblica Amministrazione a beneficio di territori, imprese e cittadini. Dare concretezza all’obbligatorietà del GPP peculiarità tutta italiana con l’articolo 57 del codice appalti, serve per un “Clean Industrial Deal” consapevole e volto alla sostenibilità. Gli acquisti pubblici verdi sono necessari per lo sviluppo e la diffusione di pratiche di economia circolare, che passa dall’acquisto dei prodotti più innovativi. L'Osservatorio Appalti Verdi conduce l'unico monitoraggio del suo genere a livello nazionale per supportare e sensibilizzare le istituzioni, le imprese e farlo conoscere ai cittadini.

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